Narcisismo: la fragilità della grandiosità

di Nunzia D’Anna e Mariarosaria Imbimbo

Quante volte ti sarà capitato di imbatterti in articoli e post che parlavano di narcisismo: “10 segnali che il tuo lui è un narcisista”, “Come liberarsi di un narcisista”? E in ognuno di questi articoli sembra che il narcisismo sia il male del secolo e che questi uomini siano esseri mitologici più simili a dei mostri che a delle persone. Il sottotesto rivolto alle donne è: SCAPPA!

Ma sono davvero così tremendi questi narcisisti? Oggi siamo qui per rivolgerci proprio a loro e per provare insieme a capire il fenomeno al di là dei facili stereotipi.

Narcisismo: l’altra faccia della dipendenza (affettiva)

Partiamo dal dato reale. Quello che si dice è vero: spesso un narcisista si accompagna ad una dipendente affettiva. E in effetti non è un caso che queste due personalità si incastrino così bene, visto che sono due lati della stessa medaglia. Qui avevamo spiegato come e perché la nostra cultura alimenta la dipendenza affettiva nelle donne, oggi proveremo a spiegare come e perché la stessa cultura alimenti il narcisismo negli uomini.

“Vali solo se non hai bisogno di nessuno”

Infatti, così come alla donna non sono concesse l’indipendenza e l’autonomia di pensiero (figuriamoci il sano egoismo), perché le viene insegnato ad essere accondiscendente e a porsi come obiettivo vitale quello di prendersi cura al meglio del prossimo e soddisfare ogni suo desiderio e bisogno (talvolta anche anticipandolo), così agli uomini non è concessa la dipendenza, almeno affettiva. Se sei un uomo, lo sai meglio di me perché l’hai sperimentato sulla tua pelle. Fin da piccolo ti hanno spinto all’autonomia, prima che tu fossi realmente pronto a farcela da solo. Ti è stato insegnato che dovevi smettere di piagnucolare e cominciare a cavartela da solo. Ti hanno fatto credere che nella vita non potevi fidarti di nessuno, che non dovevi mostrarti fragile, che dovevi imparare a contare solo su di te. Quando ti mostravi autonomo, vedevi le persone intorno a te essere serene e felici, mentre quando ti mostravi bisognoso, ricevevi in cambio critiche e rifiuti. Da te ci si aspettava che fossi forte.

Un narcisista è un uomo grandioso, non un uomo grande

Così hai imparato a fare il forte, il duro. Hai imparato a bastare a te stesso, hai cominciato a soffocare i tuoi reali bisogni emotivi e a concentrarti su altro: fare carriera, fare soldi. In fondo questo è quello che ci si aspettava da te, certo non che aprissi il tuo cuore all’amore. In questo modo hai imparato a fare a meno dell’amore, ad essere autonomo o, per meglio dire, pseudo-autonomo. Probabilmente spesso qualche donna ti ha accusato di essere un eterno Peter Pan. E certo, dentro rimani un po’ bambino, se nessuno ti ha concesso di essere piccolo lì fuori, quando piccolo lo eri davvero.

“Facciamo un gioco: il primo che si innamora, perde”

Sette anime

A volte ti capita di legarti a qualche donna, soprattutto alle donne forti e indipendenti, perché ti è stato insegnato che queste sono le caratteristiche apprezzabili in un altro essere umano. Solo che le donne forti hanno il tuo stesso credo. E quando ti mostri interessato e vulnerabile, scappano, perché come te non riescono a tollerare le debolezze altrui. Così ti confermano che sei indegno: non meriti amore. O ancora, altre donne si innamorano di te e si mostrano vulnerabili. E allora scappi tu, perché non puoi accettare le debolezze negli altri, proprio come da piccolo qualcuno non ha accettato le tue. Sembra un circolo vizioso destinato a ripetersi all’infinito. Sentire di essere incapace di amare e farti amare è una cosa che ti sfianca, ti fa troppo male.

L’eterno gioco tra evitare e dipendere

Così preferisci scappare, cercare altrove quel calore che le relazioni non sanno darti. Perciò resti ammaliato dal fascino della cocaina, dall’inebriante piacere dell’alcol, dalle luci accattivanti delle slot machine o dalle trasgressioni del sesso. Ma sai anche tu che queste cose ti riempiono nell’immediato, ma dopo provi di nuovo quel freddo interiore di chi si sente fuori posto, o addirittura senza un posto, senza un’appartenenza. E questo ti spinge a ricercare di nuovo la sostanza, qualunque essa sia. Solo per quel piccolo momentaneo sollievo. Infatti, l’altra faccia della dipendenza è proprio l’evitamento. Scappi da te stesso ogni volta che cerchi di spegnere testa e cuore con sostanze o comportamenti a rischio; ogni volta che ti ostini a fare l’eterno giovane; ogni volta che decidi di non investire abbastanza in una relazione di coppia o tutte le volte che consideri la donna come un oggetto che deve soddisfare i tuoi bisogni. Ma di quali bisogni stiamo parlando?

Parliamo del bisogno di calore e vicinanza affettiva che ti è venuto a mancare o forse non hai mai sentito quando eri piccolo. Quel sentirsi parte di qualcosa o qualcuno, quella forma di dipendenza necessaria al bambino per non sentirsi terrorizzato dal mondo, per sentire che ha un posto nel mondo e che merita anche lui quel nutrimento affettivo di cui necessitiamo tutti fin dalla nascita. In una parola: APPARTENERE.

Narcisismo significa non riuscire ad appartenere

E allora il circolo vizioso tra relazioni fallimentari e comportamenti autolesionistici è il prezzo che paghi per il tuo passato. Un passato che non hai deciso. Ma oggi, oggi puoi scegliere di fare qualcosa di diverso. Puoi liberarti dal mandato di indegnità e superare la vergogna. Puoi scegliere di smettere di negare i tuoi bisogni e contattare quel bambino che non ha ricevuto l’amore che meritava; finalmente fargli una carezza, perdonarlo per il suo essere bisognoso. Oggi puoi mostrarti per quello che sei: una persona con le sue risorse, ma anche con i suoi limiti. Non più superuomo, ma semplicemente uomo. A volte forte, a volte fragile. Ed è proprio questo a renderti amabile.

Se ti sei rivisto in quest’articolo e vuoi provare a fare qualcosa di diverso, noi ci siamo.

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